L’Educatorio

CARLO MAJORINO

PRESIDENTE FONDAZIONE EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA ETS

“COSA SIGNIFICA OGGI
LA PAROLA INCLUSIONE?”

Per conoscere tutta la bellezza del mondo bisogna accogliere e riconoscere la sua meravigliosa diversità. Cito spesso una frase di Paul Valery: “Arricchiamoci delle nostre reciproche diversità”. La vita mi ha fatto un grande regalo. Essere presidente dell’Educatorio della Provvidenza nel momento in cui ci troviamo tutti insieme a celebrare i suoi primi trecento anni. Un privilegio, una enorme responsabilità e insieme una gioia infinita con la consapevolezza di far parte di una storia importante per tutta la città di Torino, la mia città.

Qui le reciproche diversità hanno parlato la lingua del bisogno, della povertà, dell’inclusione, dell’accoglienza, del rispetto delle differenze, della lotta contro ogni forma di disuguaglianza. In queste stanze da sempre abbiamo cercato il significato più profondo della definizione di bene comune.

Ci siamo interrogati a lungo sul modo migliore di celebrare una storia così importante. Oggi il termine inclusione definisce il tempo incerto che stiamo vivendo. Un tempo che in pochi anni ci ha messo di fronte a vere e proprie crisi, rivoluzioni, trasformazioni: la crisi sanitaria, la crisi climatica, la crisi energetica, le crisi del lavoro, la trasformazione digitale, le nuove forme di povertà generate dall’immigrazione e dalla solitudine e la guerra che è tornata a bussare violentemente alla porta del nostro destino.

In un mondo che cambia così velocemente e violentemente occorre fermarsi a riflettere sul futuro.

Cosa significa oggi la parola “inclusione”? Quali sono le disuguaglianze che minano la base dell’idea stessa di comunità? Siamo in grado di ascoltare, riconoscere e soddisfare i nuovi bisogni?

Ci siamo detti come i trecento anni di storia dell’Educatorio fossero l’occasione giusta per tracciare una nuova mappa del valore dell’inclusione. Ed eccoci qua. Perché il futuro esiste solo se saremo in grado di costruirlo. Insieme. Questo volume disegna un percorso, annuncia un progetto e per farlo, parte dall’ascolto, dalla voglia di fare ed essere rete, da una nuova economia delle relazioni della sostenibilità sociale di cui vogliamo continuare a essere protagonisti. Abbiamo cercato di coinvolgere tutti i protagonisti dell’impresa sociale pubblica e privata, dell’accademia e del non profit della nostra città.

E a tutti abbiamo chiesto di offrire idee, spunti, progetti.

A tutti abbiamo fatto all’inizio la stessa domanda: cosa significa per lei oggi la parola inclusione?

Il nostro compito insieme a tutti voi sarà da oggi cercare di continuare a dare forza, idee e concretezza alle tante risposte ricevute.

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